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Pma: Commissione ministero, rivedere norme banca embrioniPma: Commissione ministero, rivedere norme banca embrioni 30 APR – È stata presentata la relazione finale della Commissione di studio sugli embrioni crioconservati nei Centri di procreazione medicalmente assistita (Pma). Secondo gli esperti è necessario modificare le attuali disposizioni normative relative all’istituzione della banca degli embrioni cosiddetti “abbandonati” È stata presentata la relazione finale della commissione di studio sugli embrioni crioconservati nei Centri di procreazione medicalmente assistita (Pma), nominata dal Ministro Sacconi lo scorso giugno e presieduta da Francesco D’Agostino. Compito della commissione, che ha concluso i suoi lavori a gennaio: “affrontare le questioni di carattere giuridico, etico e scientifico” relative alla conservazione degli embrioni nei centri di Pma, e alla formulazione del consenso informato da parte delle coppie. Il documento sottolinea l’opportunità di aggiornare le attuali modalità con cui esprimere il consenso informato, indica la necessità di modificare le attuali disposizioni normative relative all’istituzione della banca degli embrioni cosiddetti “abbandonati” e al loro trasferimento. Secondo la commissione non risulta infatti possibile qualificare gli embrioni crioconservati come “abbandonati” in via definitiva, seppure in presenza di una dichiarazione esplicita da parte dei genitori in quanto il consenso è sempre revocabile. Il documento Un testo di 15 pagine, incluse le opinioni dissenzienti di due componenti, Carlo Alberto Redi e Amedeo Santosuosso, una postilla di Assunta Morresi e due note di altri componenti del gruppo presieduto da Francesco D’Agostino. Gli esperti si pronunciano, in sintesi, per l’impossibilità di definire la rinuncia esplicita all’impianto dell’embrione come abbandono definitivo (a meno di poter giudicare, “sulla base di rigorosi parametri medico-sanitari”: la donna “non più fisicamente idonea alla gravidanza, a causa dei pericoli che correrebbe la sua salute”). Il costo L’attribuzione del costo della crioconservazione, dicono gli esperti, dovrebbe spettare ai centri di Pma, che dovrebbero anche continuare a ospitarli (cosa che renderebbe inutile la super-banca nata nel 2005 per ospitare gli embrioni in sovrannumero). Divieto di distruggere embrioni Resta il divieto legale di distruggere gli embrioni. Divieto che “induce a ritenere che la crioconservazione possa essere interrotta solo in due casi: quando si possa impiantare l’embrione scongelato nell’utero della madre o comunque di una donna disposta ad accoglierlo, o quando sia possibile accertarne scientificamente la morte naturale o la definitiva perdita di vitalità come organismo”. Dunque il testo ‘apre’ di fatto alla possibilità di adottare questi embrioni. Nelle conclusioni “si ritiene necessario modificare la normativa vigente in merito agli embrioni crioconservati nei Centri di Pma, con particolare riferimento al consenso informato delle coppie e alla precisa attribuzione degli eventuali oneri economici conseguenti alla crioconservazione stessa. Abbandono L’eventuale rinuncia espressa o tacita al trasferimento in utero degli embrioni crioconservati nei centri di procreazione medicalmente assistita, “essendo sempre revocabile da parte della coppia genitoriale, non consente di qualificare tali embrioni in stato di abbandono definitivo”. Sovrannumero “La sentenza della Corte Costituzionale, n° 151/2009, che ha cancellato il divieto di generare nelle pratiche di fecondazione assistita più di tre embrioni, rinsalda il dovere del medico di informare la coppia” che intraprende la strada della fecondazione assistita “sul rischio di produrne un numero eccessivo, con l’inevitabile conseguenza di destinare gli embrioni in soprannumero alla crioconservazione, pratica oggetto di aspre discussioni tra i bioeticisti. È pertanto necessaria – si legge nel documento – la predisposizione di nuovi moduli per registrare il consenso della coppia nelle pratiche” di fecondazione. No a finalità eugenetiche Data la situazione attuale, la Commissione "ritiene che ogni eventuale indagine sugli embrioni debba essere esclusivamente osservazionale e non debba comunque avere alcuna finalità selettiva e/o eugenetica". Requisiti per l’accreditamento dei centri Inoltre, fra i requisiti di apertura di nuovi centri di Pma, e comunque fra i requisiti minimi per l'accreditamento dei centri, “va prevista la presenza di tecnologie adeguate per la crioconservazione degli embrioni, nonchè la stipula di una convenzione con altra struttura per il trasferimento degli eventuali embrioni crioconservati in caso di chiusura dell'attività”. Conservati per sempre? Gli embrioni attualmente crioconservati nei centri “dovrebbero rimanere a carico dei Centri stessi”, e dal momento che “non esistono criteri scientifici per stabilire la morte o la perdita di vitalità, come organismo, degli embrioni crioconservati e di predeterminare quindi la durata della crioconservazione”, “si auspica un forte investimento nella ricerca scientifica in tal senso”. Monitoraggio annuale La Commissione “auspica un monitoraggio almeno annuale degli embrioni crioconservati, nel corso del quale – rispettando la privacy delle coppie – si registri il numero dei processi di congelamento, scongelamento e trasferimento degli embrioni di ogni singolo centro”. |